Con il termine di artrite reattiva (ReA) si definisceun’artrite acuta immunomediata non purulenta che complica un’infezionelocalizzata in un altro distretto dell’organismo.
Questo termine è stato utilizzato per identificarela sindrome di Reiter caratterizzata da spondiloartropatie secondarie adinfezioni urogenitali da Chlamydia o intestinali da Shigella, Salmonella,Yersinia o il Campylobacter, che si manifestano prevalentemente in soggetti positiviper l’antigene HLA-B27. Ma oggi possiamo estenderne il concetto a tutte lepatologie articolari post infettive. L'importanza di questo quadro clinico stà nel fatto che possiamo elevarlo aprototipo di patologia immunomediata post-infettiva. Il concetto diimmunomediazione post-infettiva determinata da mimetismo molecolare antigenicotra agente infettivo e ospite, che ne deriva possiamo applicarlo come paradigma nellamaggior parte di tutte le malattie croniche e degenerative, come sempre di pùci dimostrano i dati scientifici della ricerca più attuale.
L’artrite reattiva più conosciuta è quella da chlamydia (sdrdi Reiter) ma appartengono al gruppo anche l’artrite gonococcica, l’artritepsoriasica, l’artrite da tbc, la spondilite anchilosante e altre artriticonseguenti ad infezioni di altri agenti patogeni batterici, virali e micotici.
Sul piano immunologico l’AR si determina per unasimilitudine antigenica (mimetismo molecolare) tra alcune molecole del sistemaHLA, specie di classe I (maggiormente HLA B27) con antigeni di origineinfettiva. Agenti infettivi più comunemente presi in causa : batteri e virus,molto meno funghi e muffe.
L’infezione implica necessariamente una risposta immunitariadiretta verso gli antigeni microbici. Il mimetismo molecolare con gli antigenidi istocompatibilità del sistema HLA nelle strutture articolari, permette lareazione autoimmune generando così la sintomatologia artritica.
Sotto questo aspetto possiamo affermare che lasintomatologia dipende non già dall’agente infettivo che la innesca, bensìdalla risposta immunitaria nei suoi confronti.
Il Dottor Hahnemann padre dell’Omeopatia già nel XVII secoloesprimeva lo stesso concetto con unaterminologia diversa dalla nostra: le malattie croniche dipendono da unavarietà di miasmi contagiosi (infezioni), che aggrediscono l’organismo. Talimiasmi sono in grado di suscitare un’alterazione della forza vitale, da cuiconsegue una patologia cronica progressiva con una sintomatologiacaratteristica.
L’alterazione della forza vitale, intesa nella suaespressione immunologica, comporta una modificazione del sistema, che puòessere identificata dal tipo di risposta. Questa risposta si rende concreta,per la presenza di uno stimolo infettivo (miasmatico), con la produzione dimolecole (anticorpi, citochine, complemento, molecole di adesione) e cellule(linfociti e granulociti) altrimenti silenti.
Poiché la risposta si esprime con la produzione di anticorpie linfociti, che sono specifici dell’agente infettivo stimolante, risultaevidente che la sintomatologia sarà altrettanto specifica.
Da qui il paradigma : presenza di anticorpi (e linfociti)specifici = presenza di malattia con sintomatologia specifica.
Da ciò ne consegue, per il principio terapeutico omeopaticodella similitudine, che il farmaco che si sceglierà per la terapia omeopaticasarà specifico per l’innesco microbico in quanto verosimilmente ogni innescodarà sempre una sintomatologia sua propria caratteristica.
Entesite con istologia simile a quella della SA (spondiliteanchilosante): infiammazione del sito di inserzione dei tendini e dei legamentiall’osso accompagnata da edema massivo dell’adiacente osso e spesso simanifesta con lesioni infiammatori erosive che possono evolvere versol’ossificazione.
L’artrite periferica può presentare un’iperplasia dellasinovia, con infiltrazione linfoide e formazione di panno sinoviale, anche senon si osservano alcune delle caratteristiche tipiche dell’artrite reumatoide.
Il paradigma istologico che meglio di ogni altro identificale lesioni anatomopatologiche delle artriti reattive in genere, è rappresentatodalla SA (spondilite anchilosante) HLA-B27 positiva.
Si manifesta come una artrite recidivante o tendinite acutainfiammatoria asimmetrica (a volte con la formazione di cisti reattive vere eproprie). Possono manifestarsi sintomi sistemici: affaticabilità, malessere,febbre e calo ponderale. Può interessare una o più articolazioni e può colpirepiù apparati e sistemi. Le localizzazioni articolari e altri disturbi cliniciin altri organi ed apparati correlati all’artrite, sono caratteristiche di ogniinnesco infettivo.
Si diffonde ad ondate successive della periodicità di pochigiorni fino ad una o due settimane con interessamento di nuove articolazioni.
Gli arti inferiori sono maggiormente colpiti: ginocchia,caviglie, articolazioni subtalari, metatarso-falangee, interfalangeadell’alluce. Possono essere interessate anche quelle degli arti superiori:polso e dita. Dattiliti o “dita a salsicciotto”sono frequenti sia nell’ReA chein quella psoriasica.
Sulla colonna vertebrale si possono avere: spasmo muscolare,sacro-ileite acuta, artrite delle articolazioni intervertebrali.
Sintomi molto importanti, che spesso possono fare da esordiosono tendiniti e fasciti (specie a livello del tendine di Achille, fasciaplantare, muscoli paravertebrali).
L’artrite in genere è dolorosa con frequenti versamentiarticolari, in particolare a carico delle ginocchia. Come complicanze tardive:sacroileite e spondilite (come nella SA)
Spesso sono presenti lesioni extrarticolari a livello diocchi, cute, unghie e genitali:
• nelle forme a genesi infettiva urogenitale, specie nelmaschio, è di frequente riscontro l’uretrite e/o l’interessamento del glande,definito balanite circinata; esso si manifesta sottoforma di vescicole che sirompono rapidamente e danno luogo ad erosioni superficiali poco dolorose. Nelladonna oltre alle IVU la cervicite è frequente.
• l’interessamento oculare è comune e va da una comunecongiuntivite transitoria e asintomatica fino ad una forma aggressiva di uveiteanteriore, talora resistente al trattamento, e causa di cecità.
• Alterazioni delle unghie rappresentate da onicolisi,pigmentazione gialla distale e ipercheratosi ipertrofica.
• Più rare sono alcune manifestazioni cliniche a carico delcuore (difetti di conduzione), pleuro-polmonari e a carico del sistema nervosocentrale e periferico.
• Manifestazioni cutanee come la cheratosi blenorragica,ortcaria ecc.
All’anamnesi si riscontrano pregressi episodi digastroenteriti, infezioni delle vie urinarie o altre infezioni a seconda delcaso. Le localizzazioni articolari e i correlati clinici del caso che vienealla nostra osservazione, ci guideranno nella ricerca dell’innesco infettivoimplicato che come abbiamo detto innanzi sono peculiari di ogni agenteinfettivo.
Titolazione delle immunoglobuline specifiche in circolo(qual’ora presenti), specie della classe IgG e IgA legate all’agente infettivoresponsabile.
L’infezione scatenante di rado si protrae fino all’esordiodella fase reattiva.
VES elevata nelle fasi acute di malattia.
Lieve anemia.
Il prelievo e l’analisi del liquido sinoviale può essereutile per escludere artriti settiche o da deposito di cristalli (gotta, etc.).In caso di ReA avremo invece neutrofilia a livello del liquido sinoviale.
La ricerca dell’ antigene HLA-B27 (positiva nel 70-80% deicasi) è utile nei casi atipici per confermare la diagnosi ed ha significatoprognostico in termini di gravità di malattia, di possibilità dicronicizzazione e di predisposizione verso la spondilite e l’uveite.
Nelle fasi iniziali, il quadro radiologico è dominato dasegni lievi di osteoporosi periarticolare. Nelle forme che datano da moltotempo si riscontrano erosioni marginali e perdita dello spazio articolare (lacosiddetta “rima articolare ridotta”).
Periostite con formazione di tessuto osseo neoformato ècaratteristica di questa malattia, come in quasi tutte le spondiloartropatie.Noduli nel punto di inserzione della fascia plantare. Come complicanze tardive:sacroileite e spondilite (come nella SA)
Diagnosi differenziale con altre forme a genesi articolare(psoriasica, gonococcica, AR).
Nelle forme postume ad infezione blenorragica lamanifestazione cutanea (keratoderma blenorragica) è indistinguibile da quellapsoriasica vera e propria (vesciche che divengono ipercheratosiche, formano unacrosta e poi scompaiono localizzate specie a livello del palmo delle mani edella pianta dei piedi)
Un’artrite migrante con febbre è il quadro clinico d’esordiopiù frequente negli adulti con febbre reumatica acuta. Questo quadro è diversoda quello dell’artrite reattiva post- streptococcica, la quale fa anch’essaseguito all’infezione da streptococco β emolitico di gruppo A, ma non è di tipo migrante, dura più delle tipichetre settimane della febbre reumatica acuta e risponde scarsamente all’acidoacetilsalicilico.
TRATTAMENTOOMEOPATICO
La terapia omeopatica sarà individualizzata eil farmaco sarà scelto in base alla sintomatologia presentata dal paziente eall’innesco infettivo, individuato tramite le analisi sierologiche.
La durata della cura potrà variare da alcunimesi ad alcuni anni, con l’obbiettivo di una risoluzione definitiva dellapatologia.
(N.B. Questi dati hanno un puro scopo informativo e divulgativo, per la diagnosi e la cura rivolgetevi sempre al vostro omeopata di fiducia!)
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