LA MEDICINA OMEOPATICA
La Medicina Omeopatica formulata dal Dr Samuel Hahnemann tra il XVIII e il XIX secolo fu concepita sul principio “similia similibus curentur” enunciato da Ippocrate nell’antica Grecia. Ovvero una malattia si può curare con un farmaco che in una persona sana produce una malattia simile. E sulla cosidetta legge di John Hunter “Due febbri simili non possono coesistere” il chirurgo inglese vissuto tra il 1728 e il 1793 che aveva osservato come in un paziente una malattia potesse guarirne un’altra preesistente se simile ad essa nelle sue manifestazioni. “Qui si mette in evidenza come la guarigione possa avvenire in modo naturale e quale via si debba seguire per guarire”osservò Hahnemann. La malattia avviene a causa di un fattore patogeno che perturba quella capacità, insita nell’organismo stesso che Hahnemann definì “Forza Vitale” quell’insieme di processi fisiologici cioè, che permettono a un individuo di mantenersi in uno stato di salute, che oggi chiamiamo Sistema Immunitario. E’ la stessa “Forza Vitale, secondo Hahnemann, che opera il processo di guarigione se stimolata secondo il Principio di Similitudine con un farmaco omeopatico (1, 2).
CHRISTIAN FRIEDRERICH SAMUEL HAHNEMANN Padre dell'Omeopatia
Nasce a Meissen, in Germania, il 10 Aprile del 1755. Compie i suoi studi universitari presso le Università di Lipsia a Vienna, e consegue la laurea in medicina nell’Agosto del 1779 presso l’Università d’Erlangen in Baviera.
OPERA DI HAHNEMANN
Fase dello studio sperimentale dei farmaci (1789-1816).
L'Organon della medicina razionale, prima edizione 1810,
La Materia medica pura, 1811-1821. Seconda edizione ampliata 1822-1827
Fase della individuazione del modello di malattia cronica (1816-1818)
Fase clinica di correlazione tra l’aspetto sperimentale farmacologico e il modello di malattia cronica(1818-1843).
Le malattie croniche: la loro natura specifica e il trattamento omeopatico, 1828. Seconda edizione modificata e ampliata 1835-1839.
Muore a Parigi Il 2 Luglio 1843.
Il 5 giugno 2009 con la pubblicazione del documento “Safety issues in the preparation of homeopathic medicines” l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce pari dignità all’omeopatia rispetto agli altri paradigmi medici, in quanto medicina tradizionale e ne raccomanda l’integrazione nell’ambito delle cure primarie.
La Medicina Omeopatica Hahnemanniana
La Medicina Omeopatica formulata dal Dottor Samuel Hahnemann nel XVIII secolo, fu concepita sul principio “similia similibus curentur” enunciato da Ippocrate nell’antica Grecia. Ovvero una malattia si può curare con un farmaco che in una persona sana produce una malattia simile. E sulla cosidetta legge di John Hunter “Due febbri simili non possono coesistere” il chirurgo inglese vissuto tra il 1728 e il 1793 che aveva osservato come in un paziente una malattia potesse guarirne un’altra preesistente se simile ad essa nelle sue manifestazioni. “Qui si mette in evidenza come la guarigione possa avvenire in modo naturale e quale via si debba seguire per guarire” osservò Hahnemann. La malattia avviene a causa di un fattore patogeno che perturba quella capacità, insita nell’organismo stesso che Hahnemann definì “Forza Vitale”, quell’insieme di processi fisiologici cioè, che permettono a un individuo di mantenersi in uno stato di salute, che oggi chiamiamo Sistema Immunitario. E’ la stessa “Forza Vitale, secondo Hahnemann, che opera il processo di guarigione se stimolata secondo il principio di similitudine con un farmaco omeopatico appropriato. In altre parole la medicina Omeopatica favorisce le naturali capacità di guarigione proprie dell'organismo.
Ma è solo più tardi agli albori del XIX secolo che Hahnemann affronta le malattie croniche sviluppando una dottrina medico-scientifica premonitrice di due secoli di scoperte mediche e scientifiche: dalla costituzione genetica ai microbi, al sistema immunitario fino alle malattie immunomediate con la formulazione di farmaci specifici per queste patologie.
Nella teoria delle malattie croniche Hahnemann spiega che queste malattie derivano dallo sviluppo di un’alterazione nel sistema omeostatico dell’organismo (forza vitale), innescata da un contagio (miasma) avvenuto anche anni prima della manifestazione della malattia.
Oggi abbiamo la conferma scientifica che sono i microbi patogeni ad innescare la reazione immunomediata che determina gran parte della patologia cronica. Ad esempio un’ epatite da HBV può essere alla base di una tiroidite autoimmune; una infezione gastrica da Helicobacter Pylori di un’emicrania o un’epilessia; una infezione genitale da Chlamydia trachomatis di un’artrite del ginocchio e così via. I traumi esistenziali d'altronde assumono il ruolo di fattore scatenante o causa di riacutizzazione di una patologia cronica.
Grazie a queste scoperte scientifiche oggi possiamo praticare una Medicina Omeopatica attualizzata, che integra le conoscenze scientifiche attuali alla teoria di Hahnemann. Questo metodo medico vede la persona nella sua unità anatomica e psicologica.
Il colloquio con il paziente permette di definire la storia clinica personale e la visita medica, di rilevare i segni clinici obbiettivi.
Le pregresse infezioni emerse nell’anamnesi del paziente e chiamate in causa dalla patologia in questione, vengono poi verificate da analisi sierologiche volte a quantificare gli anticorpi specifici di ciascun microbo nel sangue del paziente. Una volta ottenuta così la diagnosi dell’innesco infettivo, unitamente alla valutazione della sintomatologia e a tutto il quadro clinico del paziente, si individua il farmaco omeopatico specifico appropriato. Inoltre con queste analisi si può monitorare e verificare a livello biologico l’effetto della terapia con notevoli vantaggi sui risultati.
Mettendo in collegamento i disturbi presenti e passati in ogni paziente si ha un approccio veramente olistico alla salute e si raggiunge la radice del problema con l’obbiettivo di rimuovere la causa primaria della malattia.
Efficacia Terapeutica dell'Omeopatia
L’evidenza dell’efficacia dell’Omeopatia affonda le radici nella Storia della Medicina. Citiamo alcuni esempi:
- Nel 1801 Hahnemann, pubblicò un lavoro dal titolo “Cura e prevenzione della scarlattina” in cui venivano presentati i brillanti risultati dell’uso di una formulazione omeopatica di Atropa Belladonna.
- Nell’epidemia di colera del 1836 che si sviluppò a Vienna, i due terzi dei pazienti trattati omeopaticamente sopravvissero, mentre tra i pazienti trattati con terapie convenzionali il tasso di sopravvivenza fu solo di un terzo”
- Il dott. Sheperd riporta di aver curato, negli anni prima della seconda guerra mondiale, ben 250 casi di bambini con pertosse. Si ebbe tra i suoi casi una mortalità dello 0,4 %, percentuale bassissima rispetto alle casistiche dell’epoca.
- Dopo l’epidemia influenzale del 1918-9 (detta “spagnola”) Dean W.A. Pearson di Philadelphia raccolse 26.795 casi di influenza trattati da medici omeopati che registrarono una mortalità del 1,05%, mentre la mortalità media dei casi trattati con la medicina convenzionale (old school, ndt) fu del 30%”.
In questi esempi si dimostra che l’omeopatia è estremamente efficace anche in gravi epidemie infettive sia virali che batteriche.
Ai nostri tempi sono state prese in considerazione rassegne bibliografiche in studi detti meta-analisi. Queste rassegne prendono in considerazione gli studi controllati randomizzati (RCT) in cui la terapia omeopatica è stata testata contro placebo.
Infine troviamo numerose pubblicazioni scientifiche che mostrano l’efficacia della terapia omeopatica in numerose patologie acute e croniche. Si tratta di risultati che hanno mostrato la superiorità del farmaco omeopatico rispetto al placebo e in alcuni casi persino rispetto alla terapia convenzionale. I risultati di queste ricerche pubblicati su riviste scientifiche internazionali sono visionabili in diverse raccolte.
Christian Friedrich Samuel Hahnemann Vita e opere
Una vita dedicata alla Scienza ed alla Medicina (quelle vere e per il Bene dei malati!)
Christian Friedrich Samuel Hahnemann nacque a Messen, in Sassonia, il 10 aprile del 1755. Figlio di un decoratore di porcellane e destinato all’attività commerciale, mostrò fin dalla fanciullezza una profonda inclinazione allo studio. Fino all’età di 12 anni, Samuel frequentò la scuola latina dei francescani; in seguito (dai 15 ai 20 anni) la principesca scuola superiore di Sant’Afra, cui potevano accedere solo i nobili del luogo, accettò la sua iscrizione senza fargli pagare la retta. In questa scuola il giovane Samuel studiò, oltre a latino e greco, anche diverse lingue straniere, e tale conoscenza fu in seguito messa proficuamente in pratica con la traduzione di numerosi testi di medicina e chimica dell’epoca. Nella primavera del 1775 Hahnemann si iscrisse alla facoltà di Medicina di Lipsia, che comprendeva però solo cattedre di insegnamento teorico: fino a questo punto, quindi, le conoscenze mediche del giovane furono di tipo teorico piuttosto che pratico, e per questo motivo nel 1777 Hahnemann si recò a Vienna, dove, proprio in quel periodo, fioriva la Nuova scuola medica di Von Swieten, basata sull’osservazione del malato e dei suoi sintomi.
Dotato di una intelligenza notevole e grande volontà, riuscì nonostante la povertà a laurearsi in medicina grazie alle borse di studio ed alla sua tenacia e resilienza.
Diventato medico capisce subito che bisogna portare il metodo scientifico anche in medicina, e inizia a studiare e fare ricerca. Grande cultore, conosceva ben 9 lingue e studiava traducendo testi medici (per 15 anni non esercitò la medicina perchè non voleva prendere in giro i malati, e si dedicò solo alla ricerca ed allo studio, lavorando come traduttore). A 27 anni sposa la diciannovenne Johanna Henriette Kucher, figlia di un farmacista, che gli da undici figli e lo segue instancabilmente nei molti trasferimenti. Grazie ai suoi studi di chimica e tecnica farmaceutica, estrazione e fusione dei minerali, dal 1781 al 1784 Hahnemann esercita l’attività di ufficiale sanitario sorvegliante delle farmacie della provincia di Gommern, presso Magdeburgo. Nel 1785 si trasferisce a Dresda, lavora come traduttore e alla scomparsa del medico della città di cui era amico, con l’approvazione dei magistrati, dirige l’Ospedale locale.
Autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche (numero pazzesco vista l'epoca!), inventore di metodi quali la ricerca dell'arsenico nel vino (pioniere quindi delle ricerche NAS e forensi), e sempre tra i primi ad usare le nuove scoperte scientifiche (fu uno dei primi ad usare il fonendoscopio). Dopo ben 15 anni di ricerca codifica la ormai nota quanto bistrattata Omeopatia, anticipando di decenni tante ricerche che ancora oggi sono in fase embrionale.
Il 1790 è la data della prima enunciazione del principio di similitudine, e da questo momento Hahnemann abbandonerà per sempre la professione di medico allopata. L’allontanamento del medico tedesco dalla medicina tradizionale fu graduale e soprattutto segnato dalla profonda coscienza dell’inadeguatezza e inefficienza dei metodi tradizionali. In un opuscolo indirizzato al professor Hufeland egli scrisse che “otto anni di pratica esercitata con il massimo scrupolo mi avevano già fatto conoscere la nullità dei metodi curativi comuni…”. L’istanza fondamentale era individuare i medicinali adatti ai diversi “stati morbosi” e ciò, secondo Hahnemann, poteva avvenire soltanto osservando il modo in cui i medicinali agivano sul corpo umano in una condizione di salute: solo le modificazioni e gli stati morbosi provocati sull’uomo sano, poiché si manifestavano nella loro specifica espressione clinica, potevano infatti essere osservati senza preconcetti. La formulazione del principio di similitudine, fondamento dell’omeopatia, deriva da questa idea di verifica: i medicinali possono guarire soltanto le malattie analoghe a quelle che gli stessi hanno la capacità di causare nell’uomo sano. Tale enunciazione vide la luce mentre Hahnemann traduceva in lingua tedesca le Letture in materia medica di Cullen, inserendovi in nota numerosi commenti. Nel capitolo dedicato alla china Cullen, elencando le proprietà della corteccia di china, parlava di una sua ipotetica azione tonificante sullo stomaco: questa spiegazione non convinse Hahnemann, il quale decise di assorbire in prima persona molte dracme di scorza di china, per giudicarne gli effetti nell’uomo sano, e provò così i sintomi di uno stato febbrile simile a quello per il quale la corteccia era normalmente utilizzata, la malaria. Scrisse allora tutte le sue osservazioni in diverse note aggiunte alla traduzione, tra le quali la più importante è “la corteccia peruviana che è utilizzata come farmaco contro la febbre intermittente agisce perché può produrre dei sintomi simili a quelli della febbre intermittente nell’uomo sano”.Hahnemann proseguì poi i suoi esperimenti e nel 1796 pubblicò nel Giornale di Medicina Pratica di Hufeland il suo primo saggio di teoria omeopatica, Saggio su un nuovo principio, nel quale generalizzava le sue ipotesi e osservazioni trasformandole in un principio universale. L’opera è divisa in due parti: nella prima, teorica, Hahnemann enuncia il nuovo principio di similitudine, nella seconda cita tutti gli esempi di cure efficaci basate su tale principio con dimostrazioni provenienti dalla sua esperienza personale. Il 14 maggio dello stesso anno, intanto, il medico Edoardo Jenner praticava la prima vaccinazione antivaiolosa, dimostrando al mondo l’efficacia dell’applicazione della legge di similitudine nella profilassi delle malattie infettive.
E' lui ad inaugurare la farmacologia sperimentale. In un panorama di medicina umoralista galenica, una medicina rozza e antiquata basata su salassi, setoni, vescicanti, purghe ed altre vere e proprie torture inflitte ai malati per drenare "gli umori corrotti" i medicinali erano rappresentati da intrugli di sostanze chimiche ed estratti di piante derivanti dalla tradizione. Hahnemann abborrisce la medicina umoralista galenica in auge a quel tempo e sostiene che ogni medicinale prima di essere utilizzato deve essere sperimentato per provarne la reale efficacia e sicurezza! Tutti i farmaci da lui utilizzati infatti sono sperimentati e altrettanto faranno i suoi allievi aggiungendone sempre di nuovi. Ancora oggi abbiamo a nostra disposizione i risultati di queste sperimentazioni nella sua "Materia medica pura" e nel "Trattato delle malattie croniche".
Dal1796 in poi Hahnemann lavorò unicamente in questa direzione, pubblicando variarticoli. Anche la sua vita privata venne completamente sconvolta dalla nuovavia intrapresa: lasciò Lipsia senza lavoro e traslocò con tutta la famiglia piùdi quindici volte in tredici anni; fino al 1804, anno in cui si trasferì aTorgau e iniziò a svolgere un’attività medica regolare, le sue risorseeconomiche provennero esclusivamente dalla fertile attività di traduzione. Nel1810 Hahnemann pubblicò la prima edizione della sua opera più importante,Organon della medicina razionale: nei 271 paragrafi e nelle 222 pagine dellibro egli espone le sue convinzioni in merito alla malattia, ai farmaci e allaterapia, formulando per la prima volta in modo compiuto la sua dottrina. Allaprima edizione del libro ne seguiranno altre quattro, intitolate Organon,dell’arte di guarire e pubblicate tra il 1819 e il 1833; una sesta edizione,postuma, verrà invece pubblicata nel 1921 da Haehl.Nel 1811 Hahnemann pubblicòanche il primo volume della Materia medica pura, in cui vengono riportati irisultati della sperimentazione sull’uomo sano di ben 77 sostanze.
Il1828 segnò un importante cambiamento all’interno della dottrina omeopatica: nelvolume Le malattie croniche, la loro particolare cura e la loro cura omeopaticainfatti Hahnemann, analizzando il carattere cronico di alcune malattie,introdusse la nozione di “miasma” per spiegare le recidive. Il termine miasma(deriva dal greco e significa “lordura, contaminazione”) venne utilizzato daHahnemann in un’accezione del tutto nuova, cioè nel senso di un disordinedell’organismo, intrinseco alla realtà individuale, responsabile delsopraggiungere della malattia e del suo mantenersi e svilupparsi nonostante lecure, sia allopatiche sia omeopatiche. La formulazione di questo concetto presespunto dalla constatazione del fatto che, specialmente nelle malattie croniche,molto spesso i medicamenti omeopatici non riuscivano a produrre una guarigionecompleta o producevano guarigioni intermittenti, seguite da ricadute durante lequali la malattia si ripresentava in forma lievemente diversa ma con gli stessisintomi, che non era mai possibile debellare in modo soddisfacente. Hahnemannsi chiese allora come mai l’applicazione della legge dei simili fosse efficaceper le malattie acute ma non per quelle croniche, e dopo anni di incessantiricerche arrivò alla conclusione che in queste ultime l’omeopatia non puòlimitarsi ad affrontare di volta in volta il sintomo che si presenta, come sesi trattasse di una malattia a sé stante e circoscritta, ma deve invececonsiderarlo come il frammento di una malattia originaria, molto più profonda eradicata nell’organismo. Seguendo questo ragionamento Hahnemann postulò cosìl’esistenza di tre diatesi di origine miasmatica, cioè di forze patogeneticheintrinseche all’individuo che ne determinano la costituzione e lapredisposizione alla malattia: tali diatesi sono la psora, in cui le patologiedell’organismo tendono all’ipofunzione (disturbi funzionali), la sicosi, in cuiqueste tendono invece all’iperfunzione (disturbi proliferativi) e la lue, incui le malattie dell’organismo sono di tipo disfunzionale (disturbidistruttivi).
Radiato per ben 2 volte dall'albo dei medici, vive una vita spesso di stenti e quasi da fuggiasco, bistrattato e offeso dai colleghi, che arrivano persino a mettere al rogo i suoi scritti ed i suoi rimedi.
Nonostante ciò riesce ad ottenere nel giugno del 1812 una cattedra all'università di Lipsia e diventare professore, potendo cosi tenere un corso accademico della Sua amata e divina Omeopatia. Nel 1829 fu fondata a Lipsia la prima associazione di medici omeopatici.
Rimasto vedovo nel 1830, Hahnemann si sposò una seconda volta nel 1835 con la giovane Melania e si trasferì a Parigi, città in cui iniziò una brillante attività medica e culturale: la sua abitazione parigina diventò in questo periodo una sorta di salotto letterario, faro della cultura e della medicina omeopatica.
Ci lascia all'età di 88 anni, facendo ricerca fino alla fine, e lasciandoci un patrimonio immenso di conoscenza e di spunti per continuare la sua opera, ed il suo ultimo lavoro, la VI edizione dell'Organon dell'Arte del Guarire (sotto in figura la copia originale custodita nel museo a Philadelphia), rimane per ben 78 anni chiusa in un cassetto, infatti vedrà la pubblicazione solo nel 1921 (in contemporanea con la nascita della Meccanica quantistica, e penso non a caso perchè la teoria fisica che spiega come funziona l'Omeopatia è l'elettrodinamica quantistica coerente!), e quest'anno ricorre proprio il centenario dalla pubblicazione dell'Organon VI.
Queste le Sue ultime parole:
"In questo mondo, io sono stato un semplice strumento, come tanti altri. La dottrina omeopatica non viene da me e la sua Verità non mi è dovuta. Non voglio quindi che si pensi di attribuirmene la paternità. Se fosse una mia scoperta, se questa legge l'avessi creata io facendola uscire dal nulla, ora sparirebbe con me. Invece ella sopravviverà a me stesso, perchè è dalla Natura che trae la propria quintessenza e perchè viene da Dio. Altri prima di me hanno trovato ed esposto la legge di similitudine, Ippocrate per primo! ".
...e infine conclude:
"Quanto alla piccola dose, il suo impiego viene anch'esso consigliato dalla Natura. Basta poco per farci ammalare e basta poco per guarirci. Prima di me lo hanno detto Van Helmout e Butler.
Io dunque non ho inventato nulla, ma scavando la terra, ho semplicemente messo in luce una parte infinitesimale dell'oro che Dio ha sparso fra noi con Verità. Io non potevo veder nulla, perchè l'orgoglio mi accecava, ma Dio mi ha preso per mano e mi ha condotto dove giace il filone, ordinandomi di vangare il terreno. Non ho dunque fatto altro che obberdirGli.
Non parlate dunque di me! Fate che le mie ceneri raggiungano in silenzio il luogo del loro riposo! desidero andarmene senza rumore. Nessuno segua la mia bara!."
REFERENZE
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11 - G. Preparata QED & Medicine – Proceedings meeting del 14.12.1999 Univ. Roma La Sapienza.
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14 - Infezioni croniche in Omeopatia 1993, Angelo Micozzi, Verduci editore, Roma.
15 - Metodologia Omeopatica 2005, Angelo Micozzi, Edi Lombardo ,Roma.
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